MoreSense sviluppa sensori basati su polimeri a stampo molecolare per individuare contaminanti e biomolecole con alta selettività e tempi di risposta ridotti. Due linee tecnologiche — ottica e elettronica — convergono in una famiglia di dispositivi modulari, protetti da brevetti e validati scientificamente, progettati per scalare verso applicazioni ambientali, industriali e biomediche.
SCROLL DOWN
Alla base di MoreSense c’è un programma di ricerca dedicato allo sviluppo di una piattaforma sensoristica costruita su polimeri a stampo molecolare (MIP), progettati per riconoscere in modo selettivo contaminanti e biomolecole anche in matrici complesse. L’attività scientifica riguarda sia la sintesi e l’ottimizzazione di nuovi MIP per target emergenti, sia lo studio delle interfacce che li leggono: configurazioni ottiche basate su SPR e soluzioni elettroniche dedicate. Su questi tre assi – MIP, lettura ottica, lettura elettronica – si fonda l’architettura modulare che rende possibile trasformare la ricerca in dispositivi utilizzabili in contesti reali.
I recettori MIP sono polimeri sintetici “modellati” su un target specifico (PFAS, virus, proteine, piccole molecole).
Offrono selettività paragonabile agli anticorpi, ma con maggiore stabilità termica e chimica, riutilizzabilità e costi contenuti. Un unico strumento può così essere riconfigurato rapidamente, cambiando solo il sensore MIP in funzione dell’applicazione.
La risonanza plasmonica di superficie (SPR) rileva variazioni di indice di rifrazione sulla superficie del sensore in tempo reale, senza marcatori. Questa configurazione ottica permette di leggere sensori MIP con limiti di rilevamento molto bassi e tempi di misura dell’ordine di pochi minuti.
Accanto alla lettura ottica, MoreSense integra la tecnologia MIP con sensori elettronici compatti, pensati per dispositivi portatili e installazioni fisse in ambito industriale. L’interfaccia elettronica traduce la risposta del MIP in un segnale elettrico stabile, adatto a reti di sensori distribuiti, monitoraggio continuo e integrazione in infrastrutture IoT.
I recettori MIP sono polimeri sintetici “modellati” su un target specifico (PFAS, virus, proteine, piccole molecole).
Offrono selettività paragonabile agli anticorpi, ma con maggiore stabilità termica e chimica, riutilizzabilità e costi contenuti. Un unico strumento può così essere riconfigurato rapidamente, cambiando solo il sensore MIP in funzione dell’applicazione.
La risonanza plasmonica di superficie (SPR) rileva variazioni di indice di rifrazione sulla superficie del sensore in tempo reale, senza marcatori. Questa configurazione ottica permette di leggere sensori MIP con limiti di rilevamento molto bassi e tempi di misura dell’ordine di pochi minuti.
Accanto alla lettura ottica, MoreSense integra la tecnologia MIP con sensori elettronici compatti, pensati per dispositivi portatili e installazioni fisse in ambito industriale. L’interfaccia elettronica traduce la risposta del MIP in un segnale elettrico stabile, adatto a reti di sensori distribuiti, monitoraggio continuo e integrazione in infrastrutture IoT.
Partendo dalla piattaforma di ricerca su MIP, sensori ottici ed elettronici, MoreSense ha progettato due famiglie di dispositivi pensate per contesti diversi: strumenti da laboratorio per analisi avanzate e soluzioni compatte e automatizzate per l’uso in campo e in ambiente industriale. Su queste basi tecnologiche nascono applicazioni dedicate al monitoraggio di contaminanti ambientali come i PFAS e al rilevamento di patogeni e biomolecole in ambito biomedico.
Spectra 340 è il dispositivo ottico MoreSense. Legge sia sensori Bare (senza nessun tipo di funzionalizzazione) sia sensori funzionalizzati con MIP ad sensibilità elevata, fornendo risultati semi-quantitativi in tempi brevi. È già utilizzato presso centri di ricerca per validazioni scientifiche su PFAS, virus e biomarcatori.
Dispositivo portatile basato su interfaccia elettronica robusta e user-friendly. Progettato per essere utilizzato anche in contesti meno specializzati, senza alcun tipo di formazione. Adatto per monitoraggio continuativo in campo, ambienti produttivi, diagnostica point-of-care e integrazione in sistemi IoT.
Rilevamento di PFAS in acque potabili, industriali, falde e siti contaminati. Conformità alla Direttiva UE 2020/2184 (limite 100 ng/L). La tecnologia MIP consente misure selettive e rapide, riducendo tempi e costi rispetto ai metodi tradizionali.
Rilevamento di virus, come SARS-CoV-2, PSA (peste suina africana), e biomarcatori specifici tramite sensori MIP funzionalizzati. Elevata sensibilità e applicazioni in diagnostica rapida, ricerca biomedica e sorveglianza epidemiologica.
MoreSense nasce dall’incontro di nuove tecnologie, requisiti normativi e responsabilità ambientale. Sensori più vicini al punto di misura riducono la complessità operativa e la burocrazia rendendo accessibili controlli prima a carico di laboratori specializzati. La nostra azienda, grazie alla versatilità dei MIP e ai suoi strumenti, contribuisce al monitoraggio continuo dei contaminati emergenti come i PFAS, al supporto della diagnostica rapida on field e alla transizione di modelli sempre più sostenibili nel tempo.







I nostri partner includono grandi aziende, start-up, strutture di ricerca, università e organizzazioni pubbliche. Siamo orgogliosi di fornire a ogni cliente prodotti innovativi di alta qualità e un’assistenza eccezionale.
Stiamo utilizzando lo strumento che MoreSense ha sviluppato per testare diversi protocolli di funzionalizzazione mirati a scopi biosensoristici. Lo strumento di MoreSense si dimostra essere molto versatile, è molto semplice anche nell’utilizzo e è adatto per lo studio di interazioni biomolecolari quindi interazioni analita target in varie applicazioni.
–Co-fondatrice e CEO, Indivenire srl
Ritengo proprio che dalla fotonica si può trarre molto vantaggio. Ho capito l’importanza di avere questo polimero che veramente è la parte focale di un sistema di misure competenze proprio di progettazione meccanica, mista meccanica-elettronica, ecc. appartengono in questo caso anche biologia appartengono a pochissime società anche tra i semiconduttori.
–Inventore – Premio Elmer A. Sperry 2017
Ecco oggi noi stiamo sviluppando due eh sensori: uno che è elettronico e l’altro è ottico. Sono veloci, sono molto precisi, sono estremamente selettivi, costano poco e sono gestibili per esempio da remoto.
I metodi che si usano oggi in tutto il mondo non vedono sotto 4.000 virus per millilitro, noi ne vediamo otto virus per millilitro. Quindi la sensibilità è estremamente elevata, sono molto molto promettenti.
–Ex-direttore di nuove tecnologie STMicroelectronics